Abitare in un edificio a impatto ambientale zero

Proteggersi la testa grazie a un solido tetto potrebbe essere un’immagine molto rassicurante per la gente e per il loro modo di vivere. Abitare in una casa vuol dire conoscerne tutti gli aspetti e i criteri costruttivi adottati per la sua realizzazione e capire se quel nucleo abitativo rispetti determinati standard ambientali.

Salute, riduzione del fabbisogno energetico e ambiente sono i tre pilastri su cui si fonda la bioedilizia. L’obiettivo principale è la riduzione dei consumi, il maggior utilizzo di energie rinnovabili e l’impiego di materiali eco compatibili per assicurare elevati livelli di benessere e salute agli occupanti dell’abitazione. Purtroppo, la questione dell’amianto usato nelle costruzioni civili e il continuo aumento di CO2 nell’ambiente hanno influenzato l’opinione pubblica e, soprattutto, gli “addetti ai lavori” a trovare una soluzione più equa e solidale.

La bioedizia come scelta ecologica

Il cambio di rotta verso nuove metodologie costruttive e la maggiore sensibilità verso la natura hanno reso possibile l’introduzione della bioedilizia nel campo delle costruzioni. In Italia è presente un infinito patrimonio abitativo da ristrutturare, mentre tanti nuovi nuclei abitativi vengono realizzati seguendo criteri di sostenibilità ambientale. Ma particolare attenzione dovrebbe essere rivolta alle abitazioni esistenti e sulle quali è opportuno intervenire tempestivamente, applicando sgravi fiscali e incentivi economici per le relative spese di ristrutturazione. Bisogna seguire l’esempio di molti Paesi appartenenti alla Comunità Europea, come Spagna, Belgio e Olanda, che hanno studiato un’efficiente piano di fondi per favorire la crescita del settore edilizio, inserendo bonus fiscali ad hoc per la bioedilizia. Questo taglio netto con il passato è stato voluto non solo per dare una mano all’ambiente, ma anche per alcuni dati negativi emersi da ricerche non proprio recenti. Infatti, il Dipartimento Europeo dell’Ambiente ha stimato che oltre il 40% dell’energia prodotta in Europa viene impiegata nel settore edilizio che, a sua volta, utilizza una massiccia quantità di materie prime provenienti da fonti naturali per oltre il 50%. Un’assurdità se si considera che tale sfruttamento di risorse naturali alla fine genera solo inquinamento e una maggiore produzione di rifiuti con i vari problemi annessi.

I benefici derivanti dalla bioedilizia

Fra i tanti vantaggi offerti dalle case prefabbricate in legno, quelli più importanti e degni di nota sono il basso consumo energetico e il minimo dispendio di calore per il riscaldamento nei mesi invernali. Questo significa che non sono necessari sofisticati e costosi impianti di condizionamento per gli ambienti interni che arrecano solo danni al portafoglio e alla salute delle persone. Al loro posto è possibile, invece, installare impianti e sistemi “rinnovabili”, come quelli eolici, a pannelli solari e per il riciclo delle acque piovane, che contribuiranno alla massimizazzione dell’efficienza energetica e a incredibili risparmi in bolletta.

Scegliere la bioedilizia non deve essere solo una tendenza del momento o una moda ma un vero e proprio cambiamento di mentalità, dello stile di vita e del modo di interfacciarsi con l’ambiente.