Bonus mobili ed elettrodomestici: che cos’è e come funziona

Tra gli incentivi e le detrazioni fiscali che sono state (fortunatamente) prorogate al 2019 c’è anche il “Bonus Mobili ed Elettrodomestici”, un particolare incentivo che premia i cittadini che s’informano prima di comprare elettrodomestici, scegliendo quelli che consumano ed inquinano di meno. In questo articolo analizziamo e consideriamo esattamente quali sono i criteri e quali elettrodomestici rientrano in tale incentivo.

Compra responsabilmente

Come già l’Ecobonus, anche il Bonus Mobili ed Elettrodomestici fa parte del più grande pacchetto Bonus Casa, promossa sul finire del 2016 per il 2017 dall’allora governo in carica, presidiato da Matteo Renzi. Tale incentivo avrebbe dovuto scadere al 31 dicembre 2017, ma fu prorogato per il 2018 e fortunatamente il grande cambio politico avvenuto in questo 2018 non si è dimenticato dell’importanza di questi benefici fiscali, spostando nuovamente la scadenza al 31 Dicembre 2019. Se non avete ben chiaro di cosa si tratti, il Bonus Mobili ed Elettrodomestici è una manovra che consente detrazioni fiscali per arredi ed elettrodomestici di classe energetica elevata, comprati al fine di migliorare le prestazioni energetiche di un’abitazione.

Tale rimborso è una detrazione dall’imposta lorda e ammonta anche al 50% delle spese totali, rimborso che viene dato in 10 rate annuali di uguale valore, a patto che le uscite economiche del cittadino o dell’impresa non superino i 10 mila euro. Si ricorda, inoltre, che la detrazione non viene unita a quella dell’Ecobonus, ma sarà quest’ultimo a prevalere dal momento che prevede un rimborso pari al 65% della spesa. In particolare, l’incentivo può essere richiesto da coloro che hanno acquistato:

  • Mobili ed elettrodomestici comprati per interventi oggetto del Bonus ristrutturazione, che sono iniziati dal 1° Gennaio 2016 a seguire e proseguono tuttora.
  • Mobili e arredamento ad incasso.
  • Grandi elettrodomestici (come frigoriferi e condizionatori).

Tutti gli elettrodomestici, per far parte delle detrazioni, devono avere prestazioni energetiche pari o superiori ad A+ (s’intendono, come elettrodomestici, i frigoriferi, le lavatrici, la lavastoviglie. Unica eccezione il forno, che parte dalla classe energetica A). L’incentivo comprende anche la spesa per dispositivi facenti parte della domotica, quindi strumenti per il controllo wireless e da remoto dei sistemi di riscaldamento, dell’acqua calda e della climatizzazione dell’abitazione.

Inoltre, fanno parte dell’incentivo anche gli arredi da cucina e delle altre stanze domestiche, le sedie, i materassi, i divani e più in generale ogni componente volta ad arredare l’abitazione dopo dei lavori di riqualificazione, come la manutenzione di parti comuni di condomini, delle singole unità abitative, il restauro di intere parti di edifici residenziali, il restauro della singola unità abitativa, la ricostruzione in seguito a calamità naturali se viene dichiarato lo stato di emergenza.

Limiti e beneficiari

È lunga la lista di persone che può godere del Bonus Mobili ed Elettrodomestici, persone residenti sia in Italia che all’estero, che siano assoggettati ad IRPEF e che possono richiedere le detrazioni fiscali in seguito all’acquisto di arredi od elettrodomestici ecologici. L’importante è che lo facciano se sono proprietari dell’immobile o dell’appartamento, affittuari, nudi proprietari, usufruttuari, in comodato d’uso, soci cooperativi, imprenditori (ma solo se l’Immobile non è un bene strumentale), società semplici, imprese familiari, coniugi o altri parenti fino al terzo grado se convivono con il proprietario.

Il bonus viene fornito anche ai futuri proprietari di un immobile – se in presenza di contratto preliminare – qualora i lavori siano intestati a loro o se viene redatto il compromesso. Buona notizia è che il Bonus Mobili ed Elettrodomestici può essere richiesto anche da coloro che in autonomia effettuano dei lavori sul loro edificio: in questo caso il rimborso è ovviamente destinato alle spese per l’acquisto delle risorse impiegate per fare i lavori e per i mobili.

Tutti coloro che desiderano sfruttare le detrazioni fiscali fino al 50% della spesa sulla dichiarazione dei redditi (sia 730 sia Unico) devono chiaramente dimostrare la ristrutturazione del loro immobile, e la dimostrazione deve avvenire con l’adeguata documentazione che attesti le operazioni svolte nell’abitazione, e comprendente i bonifici compilati al fine dello svolgimento dei lavori. La documentazione deve comprendere la dichiarazione dell’Inizio dei lavori, che va inviata all’Agenzia delle Entrate. Devono essere poi conservati i pagamenti dell’IMU e – se l’immobile non è censito – la domanda di accatastamento.

Sempre al fine del Bonus va presentata la delibera approvazione dei lavori e la dichiarazione del consenso dell’inizio dei lavori, da parte del proprietario dell’Immobile. Servono, ancora, la dichiarazione dell’atto di notorietà (che serve ad attestare l’esecuzione dei lavori facenti parte del bonus) e infine il documento ASL che comprenda i dati del proprietario o del committente, il tipo di lavori e l’azienda che li ha eseguiti o li sta eseguendo.

I condizionatori

Se intendete acquistare dei condizionatori di ultima generazione, per essi c’è una sorta di questione a sé stante, in quanto per loro si prevede un incentivo specifico valido sia con dei lavori di ristrutturazione sia senza tali operazioni, l’importante è che sia una pompa di calore, e quindi un impianto che rinfreschi in estate e riscaldi in inverno.

Questa è una buona notizia, perché vuol dire che sostituire un vecchio condizionatore con uno nuovo prevede sempre delle detrazioni, che saranno diverse in base alla tipologia di pompa di calore scelta e anche al tipo di intervento. Infatti può essere un evento a sé, autonomo, oppure far parte del bonus ristrutturazione, dell’ecobonus o del protagonista di questo scritto, il Bonus Mobili ed Elettrodomestici. Ad ogni modo, qualsiasi sia il piano di cui fa parte c’è sempre la riduzione dell’IVA al 10%. Analizziamo i casi specifici:

  • Nel caso l’acquisto del condizionatore venga svolto contestualmente alla ristrutturazione parziale o completa della casa, c’è un rimborso del 50% sull’acquisto con spese non superiori ai 96.000 euro. Ovviamente l’elettrodomestico deve essere di grandi prestazioni unite al risparmio energetico e alla sostituzione dei condizionatori preesistenti (se presenti) con un impianto a pompa di calore.<
  • Se invece volete far rientrare il condizionatore a pompa di calore nell’Ecobonus, esso dev’essere ad alte prestazioni e sostituire l’impianto di riscaldamento domestico. In questo modo farà parte del rimborso del 65% di tutte le spese per il miglioramento delle prestazioni energetiche della casa, che non devono essere superiori ai 46.154 euro. Ricordiamo che l’Ecobonus è sfruttabile sia dai cittadini che dalle imprese, e quindi sia dalle residenze private – comprese le seconde, terze, quarte e via dicendo – sia per gli uffici e per le attività commerciali.
  • Infine, se volete far rientrare il condizionatore nel Bonus Mobili ed Elettrodomestici dovete attenervi a quanto detto finora, con una detrazione pari al 50% dell’importo speso se si realizza una ristrutturazione sulle abitazioni o sui condomini. Ma in questo caso rientrano anche i condizionatori non a pompa di calore, a patto naturalmente che si mantengano nelle più alte prestazioni energetiche.

Se non ci sono interventi di ristrutturazione o riqualificazione dell’immobile, è prevista ugualmente una detrazione fiscale del 50% per un prodotto a pompa di calore sia per singole abitazioni che per condomini. In questo caso, però, è valido solo per quella che il richiedente dichiara come sua abitazione principale.

Potete quindi approfittare anche di questo 2019 per ristrutturare in maniera ecologica la vostra abitazione, per ridurre l’inquinamento e gli sprechi. Vi invitiamo ad approfittarne perché anche se tali bonus sono stati prorogati due anni di seguito, non è assolutamente certo che vengano prorogati anche per il 2020 e gli anni a seguire.