Comprare case in legno usate

Siamo abituati ad andare in affitto o comprare abitazioni dette “tradizionali” anche se non sono nuove, e quindi anche se sono già state utilizzate una o più volte e per noi non c’è nulla di male: ogni nuovo inquilino di un appartamento apporta le sue modifiche e nel caso ristrutturazioni. Ma la stessa cosa può valere anche per le case prefabbricate in legno? Assolutamente sì.

Scambio continuo

Ogni casa con una certa età, e che quindi non sia stata costruita in tempi recenti, è un tesoriere di storie, di esperienze e anche di avventure diverse che sono più o meno varie e numerose in base a quante persone e quanti volti un appartamento o un intero palazzo ha visto durante la sua più o meno lunga storia.

Se non distrutto per opera umana o per cause esterne (come terremoti o cedimenti), e con i dovuti interventi di restauro e di manutenzione, un edificio è in grado di durare molto a lungo, ben oltre la vita umana che prima o poi si spegne. E quindi in base a quanto tempo permangono le sue fondamenta su un determinato suolo, è in grado di accogliere al suo interno un numero piuttosto corposo di famiglie, di persone che hanno scelto per estetica, per comodità o per necessità quel preciso posto dove vivere a breve o lungo periodo.

Fa parte della nostra storia: siamo abituati a cambiare casa. Oggi specialmente la casa dove siamo cresciuti non è la stessa che vediamo ora che siamo adulti, e anzi qualcuno già durante l’infanzia cambia anche più volte casa per motivi di lavoro che spingono uno o entrambi i genitori a continui traslochi. E non sempre le case che scegliamo accolgono noi come primi inquilini. Anzi soprattutto oggi, dove vince l’affitto sulla proprietà perché più accessibile, e soprattutto i giovani che cambiano più spesso casa rispetto ai loro genitori quando avevano la stessa età, specialmente loro vanno ad abitare in appartamenti che sorgono all’interno di palazzi vecchi o molto vecchi.

Chi se lo può permettere, magari non da solo, sceglie un palazzo storico, esteticamente appagante e con tutti i lati anche negativi che ne susseguono (pareti altissime, assenza di isolamento termo-acustico, impianti di generazione preistorica) e che naturalmente sono più o meno numerosi anche in base a quanti lavori di ammodernamento sono stati effettuati. Chi ha meno possibilità economiche, o chi preferisce spendere i suoi soldi in altro, o ancora chi vuole delle zone tranquille sceglie le periferie, che naturalmente sono più moderne e hanno quindi costruzioni sorte durante il XX secolo, soprattutto dal secondo dopoguerra.

Insomma, per l’essere umano andare in abitazioni usate è un’operazione totalmente normale, e solo quando si ha la possibilità di comprare una casa propria o si decide di abitare per un periodo molto lungo nello stesso luogo allora la scelta ricade su abitazioni di nuova costruzione, che richiedono magari una spesa maggiore inizialmente ma meno interventi di manutenzione nel lungo periodo. E se questo vale per le case tradizionali in cemento e muratura, perché non dovrebbe valere anche per quelle prefabbricate in legno?

Abitudini sane

Come ormai sappiamo, anche l’Italia sta vedendo un’ormai ampia diffusione delle case prefabbricate in legno, diffusione dovuta a tutti i vantaggi che questo tipo di abitazione comporta per chi la compra e ci vive in ambito economico ed energetico – due campi strettamente legati, perché ad una riduzione dei consumi corrisponde una riduzione delle spese – e antisismico, cui vanno aggiunti dei tempi costruttivi irrisori e ad un prezzo più competitivo a parità di metratura rispetto alle controparti in cemento. E non sono poche le aziende presso cui comprare una casa prefabbricata in legno.

Una diffusione che, come detto, è molto recente. Fino a non molti anni fa non si poteva dire certo la stessa cosa, e anzi le persone erano poco propense ad acquistare un’abitazione in legno a causa dei non pochi stereotipi legati a queste case, che le vedevano più pericolose, meno durevoli nel tempo. Si pensava che bruciassero facilmente, che perdessero rapidamente valore, che non fossero molto robuste; addirittura che soffrissero la presenza di animaletti invasivi, come gli insetti, i topi o simili. E dire che esempi ben noti li avevamo: pensiamo che il sistema costruttivo in legno inteso in senso moderno (perché le case in legno nella storia ci sono sempre state come abitazioni dei meno abbienti) si è sviluppato a partire dagli anni Settanta del secolo scorso, in zone europee che rappresentano ancora oggi avanguardia tecnologica unita a sostenibilità ambientale, ovvero l’Europa Settentrionale e la Scandinavia in particolar modo. Una zona da sempre molto legata all’edilizia, anche perché piena di boschi e foreste.

In questi paesi le conoscenze tecnologiche nel settore hanno permesso di raggiungere ottime costruzioni con elevati livelli di isolamento termico, durevolezza nel tempo e una resistenza senza pari. Insomma, tanta sostanza e tutta in chiave sostenibile. In Italia ci abbiamo messo un po’ di più, ma alla fine anche da noi le case prefabbricate in legno sono potute divenire una scelta molto valida al punto che questo settore cresce a vista d’occhio, fungendo quasi da nemesi del settore dell’edilizia tradizionale che ancora conosce picchi di segno negativo, e rimane intrappolato nella crisi che da più di un decennio lo connota.

Ciò che ha spinto il decisivo affermarsi della bioedilizia sono le sempre più numerose aziende e anche le sempre più numerose fiere, che di anno in anno vedono aumentare la frequenza dei cittadini che ora che sono consapevoli di poter fare una scelta differente, sono divenuti anche curiosi di questo nuovo modo di costruire e di abitare, che richiede un fabbisogno energetico significativamente più ridotto rispetto a quello cui sono solitamente abituati.

Beata gioventù

Da giovani si è sempre più dinamici e pieni di energia rispetto a quando si contano un po’ più di anni alle spalle. Lo stesso vale per tutto, anche per un mercato immobiliare giovane come quello del legno (sempre parlando del panorama italiano) rispetto a quello più saturo e bisognoso di rinfrescate come quello del mercato immobiliare tradizionale.

Anche se, in realtà, ancora nel Bel Paese non possiamo parlare di un mercato immobiliare ligneo per via della sua storia molto recente e pur essendoci ormai numerosi edifici in questo materiale. Questo naturalmente influisce anche sulla presenza dell’usato, che appunto è piuttosto scarna e in alcune zone praticamente inesistente. Ci sono – limitatamente al Nord Italia – case prefabbricate in legno risalenti anche agli anni Ottanta, che possono essere valutate, rimesse in vendita, e comprate. Ma sono ancora poche e, come appunto appena detto, fanno sì che ancora un mercato usato non possa esistere a pieno titolo. Insomma: se ne riparlerà tra altri dieci anni.

Ma quindi, è possibile già fare una valutazione delle case prefabbricate in legno? E soprattutto, quelle case in legno usate che ci sono, sono vantaggiose da comprare? Cerchiamo di rifletterci un attimo. Sappiamo che nel periodo più recente è aumentato il valore delle costruzioni ad alte prestazioni energetiche – sempre parlando a parità di zona, dimensioni e architettura. Quindi rivenderli è vantaggioso per chi li possiede, ma naturalmente un po’ più dispendioso per chi deve comprare perché appunto il mercato li premia, aumentandone il valore grazie soprattutto all’isolamento termico, bassi consumi e doti antisismiche.

Non potendo prendere dei dati italiani, quindi, guardiamo alla situazione europea: essa ci conferma che le case prefabbricate in legno rappresentano un investimento davvero sicuro e fruttuoso, sia per chi le vende che per chi le compra. Nei paesi europei in cui un mercato immobiliare in legno anche usato è già ben consolidato (vedi Austria, Germania, Svezia, Danimarca, Slovenia e Croazia) le case prefabbricate in legno hanno visto mantenere alto se non aumentare il loro valore nel tempo, per la gioia di chi le voleva vendere. E anche chi le compra, lo fa consapevole di una spesa inizialmente più alta che poi gli porta bollette più basse e in generale meno consumi a lungo andare.