Con Urban Bloom il paesaggio urbano sposa il riciclaggio

Non solo nuove costruzioni bioedili in legno o altri materiali rinnovabili. Un buon modo di condizionare le città è dotare il loro panorama urbano di componenti realizzati con il riciclo di altri vecchi materiali altrimenti destinati al ben più inquinante smaltimento in discarica. È questo ciò che si propone di fare Urban Bloom.

Centri urbani arredati di riciclo e un pizzico di fantasia

Siamo in Anfu Road, nella megalopoli di Shanghai (in Cina). Siamo di fronte ad un’installazione molto particolare, fatta di elementi che ad una prima occhiata sembrano fiori in un prato, o farfalle, o fiocchetti, qualcosa di comunque molto colorato che dona subito molta felicità.

No, non è una visione onirica o allucinogena: il progetto si chiama Urban Bloom ed è un esperimento davvero originale per quel che concerne la progettazione di aree urbane con materiali di riciclo.

Tale installazione porta tanti grandi nomi dell’architettura: infatti è un progetto pensato da AIM Architecture e da Urban Matters, organizzato poi da Design Shanghai e Urban Matters by MINI.

La composizione del progetto è in verità dichiarata dal nome stesso dell’installazione: Urban Bloom significa infatti fioritura urbana e si vede composta da diversi steli adornati da sfere trasparenti, belli alti in verdi pallet lignei che si ispirano a delle piccole colline.

L’installazione nasce con lo scopo prima di tutto di stupire e di sorprendere, di rallegrare, e poi – ad una seconda e più profonda visione – come suggerimento per reinventare e riscrivere il concetto di spazio pubblico nella moderna metropoli.

Quest’ultima viene da un periodo che l’ha resa di anno in anno più densa e grigia, popolata da persone che fanno una vita veloce e frenetica per il lavoro e per i continui spostamenti. Solamente adesso le istituzioni urbane hanno capito l’importanza di dotare i cittadini di spazi belli da frequentare e vivere, ma anche per lavorare.

Gli spazi se ben pensati e allestiti sono molto importanti per stimolare produttività, fantasia e creatività, avvolgendo la persona nel profumo dei fiori, nel canto degli uccelli e nella splendida aria aperta.

Proprio questo è stato l’intento dei progettisti di AIM Architecture e Urban Matters: ovvero creare un’oasi verde di 330mq come contrasto al caos metropolitano e mediante l’utilizzo di materiali riciclati. In questo modo, l’intera operazione non ha avuto il benché minimo impatto sull’ambiente circostante.

Come potete notare, Urban Bloom è un’idea estremamente originale e nuova per l’urbanistica e che tra l’altro si occupa di raccogliere diversi dati utili per il futuro sviluppo della città (in questo caso, Shanghai).

Infatti, con una piattaforma online Urban Matters e il partner vogliono raccogliere il maggior numero possibile di informazioni sulle condizioni delle aree urbane, dando di conseguenza strategie e soluzioni nonché spunto per dibattiti e discussioni proprio su questo tipo di questioni.

Un design iconico e piacevole, fatto di vasi e sfere

L’idea di AIM Architecture e Urban Matters, quindi, parte dal concetto di prato e giardino, e per questo il nome scelto è Urban Bloom. Un’area in cui sorgono fiori artificiali contrapposti a fiori veri tutti piantati in diversi vasi posti su dei pallet in legno.

Le sfere disposte lungo l’area hanno dentro di loro piccole foglioline verdi e delle luci che si accendono di sera per creare un’atmosfera davvero molto suggestiva, rilassante e particolare. Inoltre, queste soluzioni sono la dimostrazione che molto spesso sono le idee più semplici e apparentemente banali quelle ad avere un effetto migliore, e più gradevole.

Quindi, nel progetto di Urban Bloom vediamo tre componenti fondamentali: i pallet di legno, i vasi e le sfere. Elementi uniti insieme da designers tra cui Wendy Saunders, Vincent de Graaf, Javier Paiz Taibo e Shirley Woo, i quali non si sono attenuti molto a regole e schemi prefissati: insomma un po’ di geometria, certo, ma soprattutto tanta creatività.

Del resto, parola chiave dell’installazione di Urban Bloom è libertà. Architetti e designers sono stati spinti (e vogliono trasmettere) dalla voglia di giocare, dal condividere e diffondere il buonumore, e dalla volontà di capovolgere il tradizionale concetto di spazio urbano visto come “piazza pavimentata” e semplicemente ornata di sedute e fioriere di cemento unite da pochi alberi.

Tutto l’opposto. Infatti Urban Bloom riesce a portare a termine gli obiettivi principali di una piazza, accogliendo e coccolando il visitatore, aggregandolo e integrandolo nella comunità (quindi gli obiettivi sociali), fornendo però uno spazio più rilassante e diverso, utile per leggere, rilassarsi e abbandonare anche solo per un’oretta i ritmi della modernità: insomma un’esperienza nuova, diversa e divertente.

Natura e magia

Per essere meno d’impatto possibile sull’ambiente i pallet di legno non sono verniciati completamente, per far sì che emerga il legno, quindi il materiale naturale. Solo alcuni e solo in parte sono stati dipinti di verde per richiamare l’idea di prato.

Gli steli dei fiori artificiali, nonché le loro sfere, sembrano dei lampioni e delle lucciole: un form factor che sicuramente conferisce tanta magia, ma richiama sempre il concetto di natura.

La sostenibilità maggiore, però, è dovuta dai pallet di legno riciclati impiegati per Urban Bloom, ma in generale molto usati nei progetti degli ultimi anni sia in ambienti esterni che in ambienti interni.

La loro forma e la loro struttura li rende molto adatti e facilmente impiegabili in diversi ambiti: ora sono tavoli, ora tavolini, ora panche (rese più comode con cuscini che, in Urban Bloom, ricordano pezzettini di prato) ora complementi d’arredo.

Nello specifico AIM Architecture e Urban Matters hanno impiegato tantissimi pallet di legno riciclati, ponendoli al suolo accatastati per formare dei gradoni, e dipingendoli parzialmente di verde per dare una mota di colore.

Anche in questo caso non è stato seguito uno schema vero e proprio, ma i pallet sono stati sistemati molto liberamente donando insomma ai cittadini e ai visitatori di Shanghai qualcosa di diverso e completamente nuovo, che però sia anche ecologico ed economico.

Qualcosa che sia d’ispirazione per tutti, pubblici e privati.

Il nuovo concetto di spazio e arredo urbano

La novità di Urban Bloom indica certamente che il concetto di spazio urbano (e di arredo urbano) sta cambiando. Pur rimanendo sempre qualcosa per l’aggregazione e la condivisione sociale, lo spazio urbano è oggi più dinamico, movimentato, fluido e – perché no? – provvisorio.

Uno spazio fugace che sia vissuto pienamente nel presente e non sia fatto per esserci per sempre. Urban Bloom, poi, è stato fatto in una via molto trafficata e frequentata, inserendosi anch’esso come portatore di tante attività diverse e seguendo i cambiamenti.

I cambiamenti della società e delle persone, che implicano continuamente nuove visioni dello spazio, più cangianti e malleabili, che si adattino ogni volta ai nuovi stili di vita, ai flussi quotidiani che le persone tracciano ogni giorno con i loro loro movimenti e spostamenti.