Differenze tra case in legno e quelle tradizionali

La domanda più frequente che la maggior parte delle persone si pongono è: quali sono le differenze tra una casa in calcestruzzo e quella prefabbricata eco-sostenibile? La notizia positiva è che la bioedilizia non ha nulla da invidiare alla casa classica. Comfort, design e qualità costruttiva delle case in legno prefabbricate sono addirittura di gran lunga migliori rispetto alla “domus” tradizionale, con il vantaggio che la prima può essere realizzata su qualsiasi terreno e in qualsiasi condizione climatica. Anche i prezzi e i tempi di realizzazione di un’abitazione “green” sono estremamente vantaggiosi. Sembra, infatti, che per realizzare una casa bio-sostenibile di 110mq si impieghino al massimo 100 giorni.

Case eco-sostenibili: affidabili, durature e anti-sismiche

Sicuramente, vi sarete chiesti cosa sono esattamente le case prefabbricate in legno e su quale logica costruttiva si basano. Innanzitutto, bisogna dire che si tratta di costruzioni tecnologiche innovative rispetto ai classici progetti in muratura. In questo caso, il legno viene impiegato non solo per le finiture ma anche come prodotto per realizzare pareti, solai e coperture, raggiungendo elevati standard di efficienza energetica e “benessere abitativo”. La nota positiva è soprattutto il rispetto per l’ambiente con un significativo risparmio di risorse. In pratica, una casa ecologica è uguale in tutto e per tutto a quella tradizionale. Purtroppo, la popolazione italiana non è ancora del tutto pronta a questo tipo di costruzioni “verdi”, in quanto c’è molta ignoranza in materia dovuta a una scarsissima informazione, dove sempre più persone sono confuse e piene di pregiudizi. Nell’immaginario collettivo si ritiene, infatti, che una casa in legno sia meno solida e duratura rispetto a una classica in calcestruzzo.

Realizzate con tecnologie innovative ed efficienti

Riguardo alla qualità costruttiva delle case eco-sostenibili, esistono diverse tecniche di realizzazione. Sicuramente quella più conosciuta è la tecnica a telaio: usata sin dai tempi antichi, è composta di montanti verticali di spessore variabile sviluppati ad interassi costanti e chiusi all’estremità da materiali lignei e rinforzati da pannelli di controventatura. All’interno del telaio viene introdotto il materiale isolante, ed esternamente viene eseguito un isolamento a cappotto.

Altra tecnica molto efficace è la X-Lam: consiste nella realizzazione di un pannello multistrato attraverso l’assemblaggio di tavole posizionate a 90° l’una dall’altra. I solai e le pareti possono essere costruiti con spessore variabile in base ai carichi strutturali che devono sostenere. Se si cambia lo spessore si cambia anche la quantità di strati di tavole che formano il pannello. Ad ogni modo, i pannelli possono avere dimensioni massime di 3 metri di altezza e di 12 metri di lunghezza.

A seguire, c’è la tecnica blockhaus: si tratta di tronchi abilmente sagomati, messi l’uno sull’altro e incrociati agli angoli dell’abitazione per creare le pareti perimetrali. Queste saranno lasciate a vista esternamente, mentre saranno coibentate internamente. Un esempio sono le baite alpine.

Infine, c’è un sistema innovativo conosciuto con il nome di tavego, in cui gli elementi strutturali formati da tavole di legno vengono messi insieme tra loro o con cavicchi o con collanti non sintetici, nel pieno rispetto dell’ambiente e del comfort abitativo.