Domotica: per una casa sempre connessa

La tecnologia evolve continuamente, e nella nostra società digitale ogni cosa sta divenendo man mano interconnessa e iper-connessa. Dal computer sono stati fatti enormi passi avanti, e le possibilità di controllare tutto vocalmente non sono più trame mirabolanti di film fantascientifici. Oggi la Domotica è davvero possibile e ci consente di controllare tutti le nostre “smart-things” con la voce, o semplicemente con lo smartphone.

La domotica e la sua storia

È inutile negarlo: la tecnologia riesce a colpire ognuno di noi, e anche coloro che poi non sono molto interessati all’approfondimento né abili nell’utilizzo comunque sbalordiscono di fronte agli enormi progressi compiuti dall’uomo in questo settore, e sempre più individui si interessano e acquistano i prodotti più avanzati e innovativi.

Ma, quindi, che cos’è la domotica? Definizione: intendiamo come domotica una casa in cui vengono installati dispositivi detti IoT (ovvero dotati di connessione ad Internet) in grado di farci monitorare e gestire la casa stessa da remoto. Sono device che hanno diverse funzioni, dal monitoraggio delle luci a quello della caldaia.

Domotica è quindi un sinonimo di comodità, convenienza, efficienza energetica e sicurezza. I proprietari di casa possono controllare e gestire ogni sistema semplicemente scaricando e aprendo le diverse app sviluppate per lo smartphone.

IoT, i sistemi domestici e i dispositivi lavorano in sintonia e sincronia, scambiandosi reciprocamente i dati di utilizzo e rendendo automatiche le azioni basilari: in questo modo si ottiene un notevole risparmio e il proprietario, una volta che ha impostato tutto, può non pensare alle azioni di basi.

I concetti di domotica e smart house entrano nella discussione pubblica già nel 1975, anno in cui uscì un protocollo di comunicazione riguardante la domotica denominato “X10”. Questo protocollo è in grado di mandare gli RF (segnali radio) a 120kHx (Kilo Hertz) sulla base di un preesistente cablaggio elettronico, quindi prese o interruttori a programmazione.

Tali segnali inviano i comandi ai dispositivi che controllano, permettendo di gestirli. Questo concetto è la base su cui si è sviluppata e continua a svilupparsi la tecnologia odierna: oggi, infatti, un comando che parte dallo schermo touch dello smartphone riesce a giungere all’interruttore fisico, accendendo o spegnendo – per esempio – l’abatjour del nostro comodino o le luci dell’ingresso.

C’è un ma. Dal momento che il cablaggio non viene progettato per altre bande radio, il protocollo X10 non risultava affidabile al 100% con conseguenze che andavano dalla non ricezione del segnale al comando alle abitazioni dei vicini.

Al fine di risolvere questo problema, nel 2005 l’azienda Insteon rivoluziona il mercato grazie a una tecnologia capace di legare il cablaggio elettronico alle frequenze wireless. Ciò comportò la nascita di nuovi protocolli, tra cui lo Z-Wave o lo Zigbee, che contrastassero e migliorassero i problemi di X10, che però è ancora oggi installato nella maggior parte delle case.

Per quanto riguarda gli smart products per la casa (quindi non si parla dello smartphone) il primo prodotto rilevante è da ricondurre al 2010, anno di fondazione di Nest Labs e del lancio del suo prodotto intelligente nel 2011, chiamato Nest Learning Thermostat.

Dopo di lui, l’azienda ha prodotto anche dei rilevatori di fumo e delle telecamere per la security intelligenti. Oggi, dopo l’acquisizione da parte di Google nel 2015, è una società filiale del gruppo Alphabet Inc.

Nel 2012, invece, su Kickstarter è comparsa una campagna di crowdfunding su iniziativa di SmartThings Inc. che raccolse più di 1,2 milioni di dollari volti ad investire sul suo progetto di domotica.

Quando i finanziamenti arrivarono, la società si ingrandì e, mentre Google comprava Nest Labs, SmartThings Inc. veniva acquisita da Samsung. E di recente, ogni big della tecnologia – compreso il trio Amazon, Apple Google – ha lanciato i suoi devices domotici, e anche delle vere piattaforme di controllo vocale, ovvero Amazon Echo, Google Home e Apple HomeKit.

Alcuni esempi

Come abbiamo visto, quindi, la domotica riesce a cambiare, migliorandoli, molti aspetti del nostro quotidiano: possiamo programmare la lavastoviglie, la lavatrice, l’accensione e lo spegnimento di riscaldamento e luci e tanto altro. Vediamo nel dettaglio qualche esempio di dispositivo domestico smart:

  • Smart TV. Le nuove televisioni sono dotate di connessione ad Internet per portarci sulle piattaforme di contenuti on-demand. Su questi dispositivi è infatti possibile accedere a YouTube, Amazon Prime Video, Spotify, Netflix e tanto altro e addirittura quelle più evolute funzionano con riconoscimento del volto e dei gesti.
  • Illuminazione Intelligente. Questi sistemi, tra i quali spicca Philips Hue, sono in grado di captare la presenza di uno o più individuo in una stanza e, di conseguenza, regolano l’intensità della luce.
  • Termostato Intelligente. Ne abbiamo parlato a proposito di Nest Lab: questi dipositivi hanno un modulo Wi-Fi integrato che quindi permette a chi li possiede di programmare e gestire a distanza le temperature di casa. Sono oggetti che raccolgono dati sulle abitudini degli inquilini, riuscendo ad imparare e modificare le loro impostazioni sulla base delle loro esigenze valorizzando comodità ed efficienza. Inoltre, segnalano un consumo eccessivo di energia e ricordano il cambio dei filtri e altre attività per la manutenzione corretta.
  • Serratura Intelligente. Nella domotica sono “gli ultimi arrivati”, e si installano sulle porte blindate per facilitare l’accesso con lo smartphone o con il Touch ID ovvero il sistema di sblocco con l’impronta digitale – quello che usiamo anche con lo smartphone.
  • Smart Security Camera. Queste telecamere sono utilissime e disponibili in tante fasce di prezzo. Ogni modello ha funzioni differenti, che naturalmente variano a seconda del loro costo. Quelle meno costose sono utili per il monitoraggio di bambini e animali, quelle più evolute diventano un autentico metodo di sorveglianza: se per caso qualche ospite indesiderato si intrufolasse in casa, le smart cam possono inviare notifiche al vostro telefono e chiamare la polizia.
  • Irrigatore smart. Questi irrigatori sono davvero molto utili, specie quando andate in vacanza e avete comunque premura di annaffiare le piante. Infatti si controllano con lo smartphone e con un semplice tap sulla app dedicata, potete far partire l’irrigazione.

Vantaggi e svantaggi

Forse il vantaggio più riscontrato da chi ha reso la propria casa una smart house è la possibilità di monitorare 24/7 la propria casa, da qualunque luogo con connessione a internet. La domotica si rivela molto utile per le persone anziane, perché consente di monitorare la loro salute e facilita delle piccole fondamentali operazioni quotidiane.

E poi la domotica è comodissima, un piacere per chi arriva a casa e senza fare nulla se non pigiare il dito sullo smartphone può accendere le luci adeguandole alla sua presenza, far partire lavatrici e lavastoviglie, regolare il riscaldamento eccetera. Con il conseguente risparmio economico e miglioramento dell’efficienza energetica della casa.

Come in tutte le cose, però, ci sono anche dei lati negativi: per esempio, non tutti i prodotti sono user-friendly, quindi molte persone faticano ad utilizzarle subito e quindi questi oggetti non riescono a diventare parte integrante di tutte le cose perché non comunicano tecnicamente.

C’è poi la questione sicurezza: molte persone ancora non si fidano, e chi ha una smart house nella maggior parte dei casi è preoccupato per quanto riguarda l’affidabilità di questi oggetti smart. Questo perché un hacker – specie in caso di domotica fai da te, installata senza le dovute conoscenze – può abilmente assumere il controllo dei dispositivi, spegnendo le luci di casa e forzando le serrature.

Non temete però, non è allarmismo: queste possibilità, infatti, fanno sì che tutte le aziende lavorino costantemente per trovare modi sempre più efficaci di proteggere gli utenti da minacce a privacy e sicurezza.