I tetti verdi delle case prefabbricate

State programmando la ristrutturazione della copertura della vostra casa in legno e volete applicare un tetto ecologico? Volete conoscere quale sia la soluzione migliore? Leggete l’articolo e scoprite quali sono i vantaggi e gli svantaggi dei tetti verdi delle case prefabbricate.

I tetti verdi, sempre più utilizzati per ricoprire le case prefabbricate e per isolare naturalmente la struttura, rappresentano una delle soluzioni tecniche architettoniche migliori sul mercato, con un alto impatto ambientale ed estetico. Infatti, può tranquillamente sostituire i tradizionali tetti con quelli di ultima generazione, realizzati con terra e piante, realizzando dei veri e propri giardini molto affascinanti.

Per approfondire l’argomento, leggete i nostri consigli sui tetti verdi delle case prefabbricate.

I tetti verdi: tutto quello che c’è da sapere

Anche se ancora poco utilizzati nel nostro paese, i tetti verdi acquistano sempre più interesse per chi vuole costruire una casa prefabbricata in legno.

Il tetto vegetale rappresenta un vero e proprio giardino pensile che viene realizzato sulla copertura dell’edificio. In passato veniva utilizzato prevalentemente nei paesi del nord Europa, per migliorare l’isolamento termico delle abitazioni e, per ricoprire i tetti, veniva utilizzata la terra mescolata con dei vegetali. Questo permetteva di proteggere l’edifico dall’acqua e da eventuali incendi.

Oggi in commercio, esistono tre tipologie di tetti vegetali, ognuno con le proprie peculiarità. Infatti, il tetto verde può essere:

  • estensivo, molto simile ad un tappeto erboso naturale. Non ha bisogno di molta manutenzione proprio perché può essere innaffiato semplicemente dalle acque meteoriche. In questa tipologia, le radici delle piantine affondano di pochi centimetri all’interno dello strato di terra, alto non più di 10-13 cm, compreso il pacchetto della copertura;
  • semi-estensivi, costituito da vere e proprie piante di varia natura. Succulenti, aromatiche e altre tipologie di piccole dimensioni. Le loro radici affondano nel substrato terroso che va dai 15 ai 30 cm. In questo caso la manutenzione è necessaria ma non frequente. E’ possibile installare un sistema di irrigazione automatizzato utile a preservare la salute e l’estetica della copertura vivente;
  • Intensivi, sono quelli più complessi e con maggiore estensione. Infatti, vengono paragonati a veri e propri giardini sollevati con alberi, attrezzature da giardino come panchine e percorsi pedonali. Il substrato, in questo caso, ha uno spessore più consistente grazie anche alle sezioni delle strutture portanti più solide. Per la manutenzione, si procede come per i tradizionali giardini e prevede un sistema di irrigazione, potature e manutenzione continua.

Ad oggi, i tetti verdi vengono utilizzati in molti paesi del mondo e apportano numerosi vantaggi sia all’abitazione che all’ambiente circostante.

Infatti, i tetti vegetali, oltre ad essere esteticamente molto belli e raffinati:

  • in inverno, contribuiscono a limitare le dispersioni termiche, grazie all’aria contenuta al suo interno;
  • in estate, la terra e l’erba assorbono il calore riducendo lo scambio termico con gli spazi sottostanti. Questo, crea una sorta di isola termica che conferisce un comfort termoacustico oltre che un risparmio economico sostanziale sull’utilizzo dei climatizzatori;
  • possono essere utilizzati come dei veri e propri giardini, e anche orto a volte, da vivere pienamente in estate, contribuendo a creare degli spazi verdi in città;
  • filtrano le polveri sottili in città. Infatti, le piante depurano l’aria da inquinamento riducendo notevolmente la concentrazione di PM;
  • danno ospitalità ad insetti ed uccelli in città contribuendo alla tutela della biodiversità;
  • non hanno un peso eccessivo dato che sono generalmente composti da compost leggeri e non da terra vegetale da giardino.

Ma come è composto generalmente un tetto verde? Quattro sono gli strati che compongono un tetto vegetale:

  • una guaina a tenuta stagna con telo antiradici;
  • uno strato con elementi di drenaggio e di filtraggio;
  • un substrato di crescita.
  • lo strato vegetale.

Quindi, partendo dall’interno per arrivare all’esterno, è possibile trovare:

  • la struttura portante;
  • lo strato di impermeabilizzazione;
  • il feltro di ritenzione idrica;
  • il telo filtrante;
  • il terriccio;
  • l’humus e lo strato vegetale

Uno degli svantaggi è il costo di realizzazione. Infatti, sia per realizzazione sia per la manutenzione, i costi da sostenere sono molto elevati. Proprio per questa ragione, occorre fare un’attenta valutazione dei vantaggi della sua applicazione e sull’effettivo uso che vogliamo farne.

Ed inoltre, case in legno e tetto vegetale, molto spesso, non hanno un buon feeling. Infatti, le case prefabbricate, per ridurre al minimo problemi di infiltrazioni, hanno bisogno di un corretto smaltimento delle acque meteoriche.

Quindi, per evitare che il tetto verde diventi esclusivamente un serbatoio di acqua piovana, è necessario prevedere un buon sistema di drenaggio delle acque che possa garantire, nei migliori dei modi, la tenuta delle membrane impermeabilizzanti nel lungo periodo. Soprattutto perché le penetrazioni delle acque, sia dall’alto sia dal basso per capillarità, rappresentano il principale dilemma per le case prefabbricate in legno che può essere tranquillamente superato con un buon sistema di progettazione dell’edificio, diminuendo al minimo qualsiasi fattore di rischio.