Il bonus ristrutturazioni

Ristrutturare la propria casa o un vecchio edificio è più importante di quanto si pensi, e il governo lo sa bene. Fortunatamente gli stravolgimenti politici degli ultimi 10 mesi non hanno rallentato la corsa ad un’edilizia sostenibile e meno inquinante, per cui anche il Bonus Ristrutturazioni – delle agevolazioni previste per chi ristruttura casa – è stato prorogato al 31 dicembre 2019. Scoprite di cosa si tratta proseguendo nella lettura.

Un’Europa che vuole cambiare

Abbiamo visto in un articolo recente il Bonus Mobili ed Elettrodomestici, volto a rimborsare in 10 rate annuali l’acquisto di elettrodomestici ed elementi d’arredo nell’ottica della riqualificazione della propria casa e del miglioramento delle sue prestazioni energetiche. Fortunatamente, tale incentivo non è il solo tra quelli nati nel 2017 ad essere stato prorogato anche al 2019, ma tale proroga è valida per il Sismabonus, l’Ecobonus e il Bonus Ristrutturazioni, di cui si parlerà proprio in questo scritto.

Il Bonus Ristruttrazioni, come gli altri, nasce con la Legge di Bilancio prevista per il 2017 ed è valido per le singole abitazioni, per gli alberghi, gli agriturismi e i condomini presenti all’interno del territorio italiano. Tali bonus nascono nell’ottica europea che vede l’importanza di raggiungere livelli sempre più alti di eco-compatibilità, per cui se avete un’immobile da ristrutturare per portarlo al passo coi tempi, e renderli più ecologici, è il momento di approfittarne visto che appunto il nuovo governo ha continuato sull’onda del precedente, ma non è detto che tali incentivi permangano anche nel 2020. Ma vediamo di cosa si tratta.

Il Bonus Ristrutturazioni prevede una detrazione fiscale pari al 50& delle spese, che non devono superare i 96.000 ad unità immobiliare. Come avviene anche per l’ecobonus, il bonus mobili ed elettrodomestici e il sismabonus, il rimborso è garantito in 10 anni con rate annuali dello stesso valore. Sono diversi gli interventi che possono godere del sismabonus. Infatti sono:

  • Opere di manutenzione ordinaria e straordinaria.
  • Opere di restauro e risanamento.
  • Ristrutturazione edilizia (tutti e 3 i punti validi sia per i singoli appartamenti o immobili, sia per parti comuni di edifici residenziali. Inoltre valgono anche su immobili rurali e di qualsiasi altra categoria catastale).
  • Interventi per la ricostruzione di un edificio con gravi danni in seguito a calamità naturali, come alluvioni e terremoti.>
  • Realizzazione di autorimesse e posti auto.
  • Eliminazione delle cosiddette barriere architettoniche, ovvero l’installazione di montacarichi, ascensori, e altri apparecchi per aiutare la mobilità di disabili o portatori di handicap particolarmente gravi.
  • Interventi volti a creare modi per evitare azioni illecite, quindi la costruzione di cancelli e grate, l’installazione di porte e fotocamere/videocamere della vigilanza, casseforti.
  • Opere per la cablatura degli edifici per evitare l’inquinamento acustico (con conseguente miglioramento del benessere abitativo).
  • Opere per avere un maggiore risparmio energetico.
  • Opere per rendere antisismico l’immobile, e quindi avere la messa in sicurezza statica.
  • Opere di bonifica, con rimozione di materiali tossici come l’amianto.
  • Opere per far sì che si abbassi il rischio di incidenti domestici.
  • Interventi di riparazione degli impianti domestici sempre per la sicurezza domestica. In tal senso si intendono la riparazione delle prese di corrente o la sostituzione del tubo del gas.
  • Installazione di sistemi di rilevazione del gas.
  • Installazione di vetri anti-infortunio e del corrimano.

Tutti questi interventi rispondono all’Agenzia delle Entrate, presso cui potrete richiedere tutte le informazioni necessarie per ciò che riguarda l’intervento o gli interventi che andrete a fare presso casa vostra.

Chi lo può richiedere

Avrete notato che la lista di interventi passibili di detrazioni fiscali è davvero lunga. Per sapere chi può richiederlo, bisogna ricollegarsi al fatto che il Bonus Ristrutturazioni è una detrazione dell’IRPEF, quindi in sostanza la possono richiedere tutti i cittadini iscritti all’IRPEF – anche coloro che non sono residenti nel Bel Paese – e che abbiano in proprietà o tramite titolo idoneo l’immobile che deve essere ristrutturato. O ancora devono essere compratori di edifici ristrutturati completamente da aziende edilizie, o cooperative di egual genere. In tal senso si comprendono quindi anche gli associati alle cooperative, gli imprenditori individuali (a patto che non siano immobili facenti parti dei beni strumentali o merce) e coloro che abbiano redditi in forma associata come le società semplici o le imprese familiari, sempre a patto che non si tratti di immobili visti come beni strumentali.

Hanno diritto alla detrazione fiscale anche i familiari e i loro conviventi che abbiano contribuito alle spese nel momento in cui sono partiti i lavori. Tra gli altri aventi diritto ci sono:

  • Persone non proprietarie, ma che abbiano un usufrutto, l’affitto, il nudo proprietario. L’importante è che abbiano effettivamente sostenuto le spese per la ristrutturazione.
  • I familiari conviventi, anche se non sono titolari di un contratto di comodato ma hanno contribuito economicamente alla ristrutturazione.
  • I conviventi di fatto, anch’essi esenti dall’obbligo di avere un contratto di comodato.<
  • Coloro che eseguono autonomamente i lavori sull’immobile (in tal caso il rimborso andrà sui materiali acquistati al fine della ristrutturazione).

Vorremmo fare un discorso a parte per quanto riguarda le Unioni Civili. In tal senso un documento della stessa Agenzia delle Entrate rivela che la disponibilità di un appartamento o edificio intero è insita nella convivenza stessa, per cui non serve che ci sia un contratto. Infatti la Legge sulle Unioni Civili, approvata definitivamente nel 2016 (legge 76/2016) anche se non viene legislativamente considerata come uguale al matrimonio, comunque ne attribuisce un simile valore istituzionale, dal momento che vede un legame concreto tra il convivente e l’immobile scelto come dimora comune.

Inoltre, il Bonus Ristrutturazioni viene concesso anche qualora la ristrutturazione sia stata pagata tramite finanziamento. Le modalità sono tuttavia differenti: infatti chi ha eseguito i lavori ha diritto di avere la detrazione IRPEF al 50%, ma in questo caso la società finanziaria rimborsa con pagamento in bonifico e quindi seguendo tutte le indicazioni di sorta e indicando anche il Codice Fiscale di chi deve ricevere il pagamento, il quale deve tenere la ricevuta del bonifico.

Se volete avere accesso al Bonus Ristrutturazioni dovete munirvi di un po’ di documenti. Prima di tutto dovete far sapere, nella dichiarazione dei redditi, tutti i dati di catasto propri dell’immobile. E poi dovrete presentare all’Agenzia dell’Entrate la domanda di accatastamento, le ricevute che attestino il pagamento dell’ICI o dell’IMU, la delibera dell’assemblea che ha approvato l’esecuzione dei lavori con una tabella della divisione delle spese (questo solo in caso di ristrutturazioni su parti comuni di un condominio). Ancora, l’autorizzazione allo svolgimento dei lavori con anche la data di inizio degli stessi e la compatibilità con le spese previste dal Bonus (come detto, non oltre 96.000 euro).

I documenti necessari per fare la richiesta

Per richiedere il bonus, innanzitutto è essenziale indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali dell’immobile. Si dovranno produrre, per presentare la richiesta agli uffici dell’Agenzia delle Entrate, i seguenti documenti: