La classificazione energetica degli edifici

Quando una casa che state per acquistare o per prendere in affitto fa vanto di una “A” alla voce classe energetica, siate certi che state per fare un buon affare; se l’agente immobiliare vi parla, invece, di una “G”, forse è il caso di pensarci un po’ su.

L’importanza della classificazione energetica

Sono alcuni anni che si sente parlare di classe energetica delle abitazioni, certificazione, risparmio energetico… Non tutti sanno ancora di cosa si tratta, eppure nel nostro paese dal 1° gennaio del 2012 è diventato obbligatorio indicare la classe energetica di un immobile quando si pubblicizza un annuncio di vendita, di affitto o di usufrutto.
Tutto è iniziato quando la Comunità Europea ha messo in campo, nel 2002, degli interventi e delle normative per far fronte ai dilaganti problemi derivanti dal surriscaldamento della Terra (per elencare solo alcuni di questi problemi: scioglimento dei ghiacciai, effetto serra, desertificazione di aree da coltivazione, estinzione di varie specie faunistiche). Questi interventi miravano principalmente alla riduzione delle percentuali di anidride carbonica disperse nell’atmosfera e alla riduzione di consumi energetici provenienti da fonti non rinnovabili (petrolio, gas, carbone, uranio). Siccome molta dell’energia che viene usata, viene usata per far funzionare le nostre abitazioni (riscaldamento/raffreddamento, elettricità), le normative europee non potevano lasciar fuori gli ambienti domestici.
Le direttive europee pro-ambiente presenti nella classificazione energetica Le direttive europee richiedono che le nuove costruzioni e quelle già esistenti ma sottoposte ad importanti lavori di ristrutturazione abbiano un buon rendimento energetico: questo significa che esse non devono consumare più energia di quella di cui hanno effettivamente bisogno per essere funzionanti. Per fare in modo che ciò avvenga, si devono combattere gli sprechi e si devono incentivare sistemi energetici che si avvalgono di fonti rinnovabili. Gli sprechi possono essere evitati in moltissimi modi, come sa bene la moderna edilizia che punta sui prefabbricati. Si possono utilizzare materiali isolanti nelle mura perimetrali delle abitazioni, in modo che queste rimangano fresche in estate e calde in inverno, richiedendo così un minor utilizzo di condizionatori e termosifoni o camini; o anche moderni infissi e finestre, capaci di non disperdere il calore. Visitando il nostro sito scoprirete in quanti modi un edificio può ottimizzare i propri consumi. Per quanto riguarda, poi, gli incentivi per l’utilizzo di sistemi energetici cosiddetti “alternativi”, tutti gli stati membri dell’Unione Europea garantiscono sgravi fiscali per chi opta per pannelli solari, per energia elettrica proveniente da centrali idroelettriche, o anche per chi fa lavori di miglioramento termico.

Come si è detto, dall’inizio del 2012 è obbligatorio in Italia che gli annunci di vendita o affitto indichino la classe energetica dello stabile. Ma cos’è la classe energetica? Mediante le lettere dell’alfabeto si indicano il livello di prestazioni energetiche dell’abitazione: alle prime lettere dell’alfabeto corrisponderanno ottime prestazioni, ovvero la costruzione in questione sarà in grado di essere fresca in estate, calda in inverno e di garantire ogni confort funzionante a corrente elettrica, consumando molto poco. Più ci allontaniamo dalla A, per esempio con case classificate con la lettera F o G, meno saranno buone le prestazioni dello stabile; questo significa che vi toccherà spendere bei soldi in bollette se vorrete gli stessi confort delle abitazioni meglio quotate dalla classificazione energetica.
Le case prefabbricate nascono proprio in quest’ottica di massimo risparmio energetico possibile. Per altri approfondimenti in materia, visita il nostro sito.