Passivhause 2018: tutte le novità

Si è tenuta recentemente la Sesta Conferenza Nazionale Passivhaus, evento della bioedilizia che parla delle novità della bioedilizia, che raccoglie ogni anno migliaia di persone tra appassionati, curiosi e addetti ai lavori e si propone sempre di parlare delle ultime tecnologie a riguardo. Vediamo di cosa si è parlato nell’edizione di quest’anno.

Nell’Italia del futuro

Si è tenuta lo scorso 24 Novembre 2018 (dalle ore 9.30) al Centro Fiere Congressi di Riva del Garda, nella provincia autonoma di Trento, la sesta conferenza nazionale Passivhaus, l’evento più importante dell’anno per quanto riguarda la discussione, il dibattito e le innovazione tecnologiche per quanto riguarda il futuro dell’edilizia e l’edilizia del futuro. Questa conferenza è importantissima perché funge da trampolino di lancio e da creazione di opportunità per quanto riguarda lo sviluppo del territorio e gli investimenti aziendali, e non a caso vi presenziano anche imprenditori, rappresentanti aziendali, opinionisti, giornalisti, e il tutto viene completato da un intero settore dedicato alle nuove tecnologie, sia quelle in fase di rilascio commerciale sia quelle in fase di sviluppo.

Quest’anno c’ stato poi il Passivhaus Tour, un’esplorazione nei dintorni del capoluogo trentino volto a far sperimentare ai visitatori il benessere abitativo completo dato dalle nuove tecnologie della bioedilizia. Non ultimo, l’ospite eccezionale, il testimonia e volto di questa nuova edizione di Passivhaus: parliamo di Neri Marcorè, che da sempre appoggia la causa della rigenerazione urbana e quindi sociale in Italia, in Europa e in tutto il mondo.

In questa edizione si è parlato molto di sviluppo urbano, tenendo in considerazione gli obiettivi europei che hanno l’obiettivo entro il 2030 di abbassare le emissioni non a partire dalle automobili, ma dagli edifici che insieme ai mezzi di trasporto contribuiscono notevolmente all’inquinamento atmosferico del nostro Pianeta e, di conseguenza, al cambiamento climatico. L’Europa, tra cui l’Italia tutta (comprendente di amministrazioni regionali, provinciali e comunali ma anche le imprese e i committenti), ha necessità di riqualificare a livello energetico i vecchi edifici, e di costruirne di nuovi che consumino poco e che quindi impattino poco nell’ambiente. Tutte queste problematiche e queste finalità sono state affrontate alla conferenza in un’ottica urbana, che quindi comprenda ogni tipo di edificio, da quello privato a quello pubblico.

L’evento in una nuova veste

Questa edizione di Passivhaus è importante perché rispetto alle altre ha cambiato la location e ha stravolto completamente il suo format, migliorando la qualità dell’intera conferenza grazie a dei relatori più preparati e celebri, a maggiori e migliori partner che quest’anno hanno compreso varie associazioni, enti pubblici e anche siti di bioedilizia, chiamati e riuniti dal meticoloso e faticoso lavoro di ZEPHIR Passivhaus Italia, l’istituto di Fisica Edile che dirige il dottor Francesco Nesi e che da più di un decennio è attivo non solo a livello nazionale, ma globale con varie iniziative formative, consultive e di ricerca. Forte di 25 anni di attività, Passivhaus vuole proporsi in maniera ancora più importante nel nostro Paese per merito di un libretto scritto dallo stesso Nesi, e che chi era interessato ha potuto acquistare direttamente in fiera.

Ma dopo questo lungo preambolo alla conferenza, entriamo nel vivo dell’evento raccontandolo per filo e per segno. Passivhaus 2018 si è svolto in 4 dibattiti principali. Il primo sono le azioni virtuose su scala urbana, ovvero tutte quelle attività che anche i singoli possono svolgere per correggere delle cattive abitudini culturali e contribuire ad evitare gli sprechi e migliorare la qualità dell’aria e della vita di tutti.

Si è parlato, poi, di progettazione multidisciplinare, vista ancora come un’accattivante sfida da giocare, e che – detto in breve – consiste nella progettazione e realizzazione di edifici con il coinvolgimento di più figure professionali unite dalla voglia di creare edifici sempre più performanti e sempre meno inquinanti e dannosi per l’ambiente.

Confrontarsi fa sempre bene, perché è un’opportunità per prendere e dare il meglio, scambiando reciprocamente le proprie migliori idee. Passivhaus lo sa e infatti il terzo dibattito ha voluto analizzare tutti i migliori esempi di sviluppo dell’edilizia sostenibile a livello mondiale ed europeo. L’ultimo step ha visto alcuni esempi pratici di bioedilizia portati avanti dalla stessa Passivhaus e l’intervento, con relativo dibattito, dei rappresentanti delle principali aziende del settore in Italia e in Europa.

Il Panorama Italiano

Abbiamo già accennato al testimonial d’eccezione della Sesta Conferenza Nazionale Passivhaus, ovvero il presentatore e attore televisivo Neri Marcorè, che da anni si impegna e contribuisce alla causa di un miglior sfruttamento delle risorse per costruire senza danneggiare. La sua visione del concetto di sostenibilità più che un problema da affrontare è un’opportunità per ognuno di noi. E infatti sul palco Marcorè ha saputo intrattenere come al solito, proponendo un’attenta riflessione su quello che sono i cambiamento climatici, le conseguenze che stiamo vedendo in questi anni, e anche su migliorare il rapporto tra l’Uomo e la Natura, per farlo tornare più “sano” ed equilibrato.

Un ottimo intervento, che non stupisce dal momento che è proprio Neri Marcorè ad aver creato RisorgiMarche, un festival musicale per raccogliere fondi da dare alle comunità marchigiane colpite dal recente sisma.

Ma al di là dell’intervento dell’attore, quest’ultima edizione di Passivhaus ha avuto modo di parlare dei progetti più rilevanti del territorio italiano, presenti sia al Nord, sia al Centro, sia al Sud, tutti con una grande capacità di contribuire allo slancio e al progresso del territorio, iniziando contemporaneamente a dare consapevolezza alle persone del serio problema ambientale, e della necessità di cambiare radicalmente il modo di vivere la società. Tutti questi progetti sono stati raccontati, e di questi progetti ogni “rappresentante”, ogni attore ha portato i risultati, che sarebbero stati nettamente inferiori senza l’intervento di Passivhaus. Cosa vuol dire? Semplicemente, il Bel Paese vedrà aumentare all’interno del suo territorio gli edifici a basso consumo, costruzioni sempre più innovative e confortevoli realizzati su due parole chiave: green economy e transizione energetica urbana.

Ultimo ma non ultimo, il tour alla sede di ZEPHIR Passivhaus Italia, Istituto fondato nel 2011 nel comune di Pergine Valsugana, nei dintorni di Trento – che ricordiamo essere la provincia con il numero più alto di certificazioni Passivhaus ai suoi edifici. Tale giretto ha avuto l’obiettivo di far vivere a tutto tondo l’esperienza di benessere abitativo e di vedere da vicino, toccandoli con mano, i cosiddetti smart building: sono state fatte visite all’Eco Hotel Bonapace (a Nago Torbole), l’innovativo Asilo Nido di Civezzano e Fornace, il Centro Giovani La Provvidenza e lo Studio Gadler – quest’ultimo pensato per gli uffici – sempre a Pergine Valsugana. Queste visite hanno avuto il fine di condividere le conoscenze, per avere un network edilizio, una rete conoscitiva che voglia tutelare il patrimonio abitativo, di migliorarlo e anche di tracciare il panorama economico, ambientale e culturale in cui i top player della nuova edilizia dovranno intervenire.