Riqualificare con il legno

Il legno è un ottimo materiale per costruire abitazioni, grazie alla sua resistenza e flessibilità e alle sue proprietà isolanti sia in ambito termico che acustico. Ma non è adatto unicamente a costruzioni ex novo: si presenta molto utile anche per riqualificare edifici in stato decadente o comunque decisamente obsoleti, riportandoli al passo coi tempi e dando loro “un’altra chance”.

Come il figliol prodigo

Gli anni del boom economico hanno significato anche il boom edilizio, in Italia. Un periodo di costruzione incontrollata e spesso abusiva, che non teneva conto delle risorse e delle possibilità del terreno ma – guidata anche da organizzazioni criminali – puntava solo ad un profitto spicciolo e immediato.

Negli anni di questa “edilizia mafiosa” – si tratta di un’iperbole, ma neanche così esagerata – gli addetti ai lavori e gli architetti hanno definitivamente abbandonato il materiale che per millenni nelle case della massa era il prediletto per la costruzione di dimore, ovvero il legno. In quel periodo così volto verso il futuro e il progresso, per qualsiasi costruzione e non solamente per quelle domestiche e civili ciò che sembrava più adatto, più sicuro, più tecnologico era il cemento. Ponti ed edifici di qualsiasi genere vennero fatti tutti in questo materiale, senza le cure che oggi si danno, ma riempiendolo anche di sostanze altamente tossiche, come l’amianto.

Da quegli anni e per un bel periodo, fino a tempi anche recenti, le costruzioni in legno (che pur rimasero) acquisirono la reputazione di scadenti, economiche, brutte e realizzate per quelle persone nullatenenti o che comunque non potevano permettersi nemmeno il più economico appartamento nel “nuovo” futuristico materiale.

Negli ultimi tempi, dopo i numerosi scandali che hanno coinvolto le abitazioni degli anni del boom (la scoperta che la maggior parte di esse presentava amianto o eternit, causa delle malattie o della morte di numerose persone) e dopo aver notato l’enorme e negativo impatto ambientale causato da questi edifici, il cui materiale di realizzazione poco si presta all’isolamento termico e quindi richiede enormi dispendi energetici per il riscaldamento o il raffreddamento se non opportunamente trattato, la tendenza sembra essersi (fortunatamente) invertita.

Ingegneri e architetti, seguiti a ruota dalle imprese edili di vecchia o nuova formazione, sono “tornati a casa”, riscoprendo le proprietà naturali e perfettamente simbiotiche con l’ambiente del legno. Sono anni che segnano una vera riscoperta del legno ma anche di altri materiali, come il sughero, che sempre più spesso e da un numero continuamente crescente di persone viene preferito nelle abitazioni in quanto si presenta come pulito e in grado di donare spontaneamente enormi benefici e comfort, oltre ad un’efficienza energetica che il cemento e il calcestruzzo non hanno, e per eguagliarla devono subire tanti e spesso dispendiosi processi di ottimizzazione.

Il legno, infatti, è un isolante naturale (sia termico che acustico) ed è igroassorbente. È inoltre molto leggero, ma non per questo fragile. La sua flessibilità gli consente anche di non essere pericoloso e più resistente alle scosse in quanto, a differenza dei materiali oggi considerati “tradizionali” non si sgretola rischiando di cadere a pezzi grossi e pesanti sulle persone, causando danni e richiedendo poi enormi costi di ricostruzione.

Per tutte queste cose, il legno è ottimo per la costruzione di nuovi edifici abitativi. Ma non solo: le sue appena dette proprietà sono idonee anche per ristrutturare e riqualificare edifici preesistenti in modo da migliorarne i consumi.

Gusci protettivi

Siamo tutti d’accordo nel dire che un edificio nel suo guscio è fatto di pareti, tetto e pavimenti – detti anche “componenti opache” – e di finestre e oblò, le componenti trasparenti. Il guscio degli edifici è il mezzo per cui l’energia passa dall’interno all’esterno e viceversa, confrontandosi continuamente con ciò che circonda la casa.

Come già accennato, senza processi di ottimizzazione, il cemento o la pietra sono molto propensi a “lasciar passare” il caldo e il freddo, sia da dentro a fuori sia da fuori a dentro: questo comporta naturalmente che l’edificio assorbe tutta la temperatura esterna, divenendo un forno d’estate e un congelatore d’inverno e richiedendo, quindi, un consumo insostenibile di energia per il riscaldamento e il raffreddamento.

Per questo in molti casi, se si tratta di un edificio molto vecchio conviene demolirlo per ripartire da capo con una costruzione in linea con le avanguardie contemporanee. Se però non si dispone dei mezzi necessari o comunque si volesse tenere l’edificio – magari addirittura perché di valore storico-culturale, quindi sarebbe un peccato buttarlo giù – è possibile limitare fortemente questi consumi esosi, stendendo dei progetti volti a riqualificare energeticamente l’immobile in questione, grazie al legno.

Naturalmente si tratterebbe di rimpiazzare porte e finestre – chi abita in un vecchio edificio concorderà che lasciano passare praticamente di tutto – con degli infissi più evoluti termicamente, a chiusura che potremmo dire ermetica. Ma naturalmente questo solo intervento non è sufficiente: bisognerebbe innanzitutto rivestire i muri in pannelli realizzati con fibra lignea, in modo da contenere il flusso di scambio energetico con l’ambiente esterno. Inoltre il legno assorbe l’umidità, per cui anche in termini di vivibilità domestica il guadagno è elevato. Per questa operazione è possibile usare dei pannelli solari specifici e diversi a seconda del caso, ma comunque rivestire l’intero edificio o appartamento con un guscio protettivo in legno significa anche “rimpicciolire” l’area utilizzabile anche di 12cm.

Un nuovo tetto sulla testa

Pensiero comune è che siano solamente le pareti “la causa” del poco isolamento termico, ma non bisogna sottovalutare il tetto. Gli architetti cui vi rivolgerete per l’opera di qualifica sicuramente vi consiglieranno anche di rimpiazzare quello presente con un tetto in legno, di solito ventilato, in grado di proteggere dal calore e limitare il dispendio energetico. Comunque, se il budget è più limitato, è possibile che gli addetti ai lavori vi suggeriscano non la completa sostituzione, ma un po’ come per le pareti il rivestimento del tetto con una copertura in legno. Naturalmente le due soluzioni non si equivalgono in termini di efficienza, ma comunque anche il solo rivestimento garantisce un grande risparmio in termini di consumi.

Qualora fosse possibile, è possibile migliorare l’opera di riqualifica con un piano rialzato in legno, che consente grande isolamento per la parte dell’edificio ad essa sottostante. Essendo il materiale ligneo così leggero, è possibile avere anche un’alta elevazione senza comunque gravare strutturalmente sull’immobile.

Ultimo ma non ultimo, anche realizzare tettoie e verande in legno – che sono molto comuni tra l’altro – permette di risparmiare sui consumi migliorando l’efficienza energetica domestica. Si tratta di un intervento in cui il materiale naturale agisce esternamente alla casa, ma comunque modifica in meglio le temperatura sia in inverno che in estate, in quanto generalmente queste opere vengono fatte di fianco a porte e finestre.

Nuove frontiere

Osservando quanto consuma energeticamente un edificio in muratura tradizionale si può capire se è meglio o no agire in modo da limitare significativamente i dispendi energetici dell’immobile e conseguentemente ottenere un risparmio visto il ridotto consumo energetico (un risparmio che naturalmente è anche economico).

Come si è dimostrato, il legno è una risorsa assolutamente sicura ed efficiente, che si presta sia alla costruzione di nuovi edifici sia alla ristrutturazione e ad opere di riqualificazione di edifici preesistenti, anche se in questo secondo caso non si raggiungono naturalmente i risultati di immobili costruiti da zero in legno. Ma comunque è garantito un minoro consumo energetico, e l’efficienza nei migliori casi aumenta anche del 70%.

Chi vuole riqualificare la propria abitazione è inoltre aiutato dagli incentivi fiscali, che consentono di riavere indietro finanche il 65% di quanto si è speso in totale, se non si superano i 100.000€ di spesa. Nel caso siano di più, allora è davvero più conveniente demolire e ricostruire (o se siete privati, comprare una casa nuova e più aggiornata in termini di efficienza energetica).