Stoccolma e il suo primato dei grattacieli in legno

Pare che in futuro i grattacieli, queste immense costruzioni in grado di ospitare tante persone, tanti uffici e case in spazio ridotto perché sviluppate in verticale, non saranno come quelli odierni. Ce lo insegna la capitale del Regno di Svezia, Stoccolma, dove le ultime torri sono state realizzate in legno, secondo gli obiettivi più nobili della bioedilizia.

Progetti verdi e ambiziosi

Che il Nord Europa sia all’avanguardia per quanto riguarda il settore ecologico, e che in Nord Europa sappiano ben coniugare i concetti di design e modernità con quello di rispetto dell’ambiente è cosa assolutamente nota a tutti. Basta infatti fare un giro per una delle capitali dei Paesi Scandinavi: Copenhagen non ha strada che presenti anche pista ciclabile, numerose sono le auto elettriche. Stessa cosa vale per Stoccolma, mentre la sempre svedese Malmö ha fatto di un suo intero quartiere di recente costruzione l’esempio di modernità volta alla salvaguardia ambientale, in quanto tutti quei meravigliosi nuovi edifici (sorti a scopo residenziale ma non solo) consumano davvero poco. E cose simili si potrebbero dire anche per Oslo, la capitale Norvegese (di cui parleremo in seguito) e Helsinki, la capitale finlandese.

Tornando però a parlare della Svezia, da sempre il più ricco e competitivo dei paesi dell’area scandinava (svedesi sono aziende di scala globale, come l’automobilistica Volvo o la celeberrima Ikea) è nato un progetto nella sua Capitale, ovvero Stoccolma, che potrebbe stupire molti di coloro che leggono. Infatti Anders berensson Architets, un famoso studio di architettura locale, ha accolto la richiesta di riprogettazione per scopi di riqualificazione di un quartiere della Capitale con lo scopo di realizzare nuove costruzioni in legno, edifici e grattacieli, utilizzando la tecnica X-Lam. Questo perché si ha intenzione di rendere quella zona di Stoccolma la più ecologica e densamente popolata grazie proprio alla verticalità, la quale assicura tanto spazio nel minor sfruttamento possibile del terreno. Tale area vedrà, infatti, oltre agli edifici prefabbricati in legno anche un parco pubblico e ambienti pedonali e piste ciclabili ben inseriti nel contesto urbano.

In particolare, questo innovativo quartiere sarà diviso in tre zone. La prima, la parte inferiore, sarà fatta di 19 edifici tra i 6 e i 10 piani che permettano di contenere circa 2500 abitazioni, uffici per una superficie di 60000 metri quadri, e una novantina tra locali e negozietti. La seconda è costituita dal parco dei grattacieli di legno (circa 31 da 25 a 25 piani, con oltre 3.000 appartamenti), mentre la terza sarà essenzialmente la zona di ponti e tetti che collegheranno le altezze in modo da unire tutti i sentieri e le strade che si trovano nella parte a est del quartiere. Insomma, in Svezia hanno capito che il legno è un investimento certo e durevole nel tempo per quanto riguarda il settore dell’edilizia.

Voglia di cambiare

Proprio tecniche come la X-Lam permettono di costruire edifici lignei ad alta efficienza, perché il legno è un materiale che non rilascia praticamente nessuna particella di anidride carbonica nell’aria e quindi può essere considerato come una scelta necessaria per le nuove costruzioni. E non dovrebbe essere così solamente per la Svezia e gli altri Paesi scandinavi. Anche in Italia il dibattito sui materiali da costruzione ogni tanto torna a riempire i talk show e i dibattiti politici, soprattutto dopo dei disastri ambientali come i terremoti. Ma in Italia c’è un problema di reputazione, se così vogliamo, e i cittadini si chiedono quanto effettivamente sia sicura un’abitazione in legno, e quanto duri nel tempo.

Gli scienziati hanno provato a dare una risposta: fino anche a un migliaio di anni (con però delle manutenzioni, le quali non devono essere frequenti come per le case in muratura). Ma se ci pensiamo, è vero che il legno ha davvero tante possibilità di resistere a lungo nel tempo. Se vogliamo cercare nella storia esempi di “grattacieli” o comunque edifici sorti a più di due piani, qualche esempio c’è. In Giappone in fatti si trova il Tempio della Legge Fiorente, che è un edificio ad uso religioso alto 32 metri e sviluppato su 5 piani. Fu costruito con semplici tronchi tagliati nel 594 d.C. – in Europa il dominio di Roma era caduto da poco più di un secolo – e ha resistito anche a terremoti, incendi e agenti atmosferici.

Queste analisi, questi esempi ci riportano ai neoclassici e ai romantici, che nel loro pensiero invitavano a imitare gli antichi, vedendoli più in sintona con la Natura e quindi più felici. Se su quest’ultimo punto si può anche dibattere (gli usi e i costumi degli antichi non erano certo innocenti), sul rapporto con la Natura non si può assolutamente dire nulla. E forse anche per questa consapevolezza, il legno vive ora una riscoperta come materiale costruttivo. Grazie alle nuove tecnologie, i progettisti del mondo possono davvero sfruttare tutta la loro creatività per costruire nuovi edifici in legno anche di grandi dimensioni.

Esempi del mondo

Anche in questo caso, gli esempi non mancano. Se è vero che è la Svezia, con Stoccolma, a stare costruendo un intero quartiere con grattacieli ed edifici completamente sostenibili, è altrettanto vero che la Norvegia c’è arrivata prima, ed è infatti a Bergen – seconda città norvegese per numero di abitanti – che si trova il grattacielo in legno più alto del mondo, e lo resterà finché il quartiere di Stoccolma non sarà completato. Quello di Bergen ha infatti 14 piani e sono tutti residenziali. Oppure, scendendo un po’, ad Amsterdam da circa un anno sono iniziati i lavori di Patch22, grattacielo di 21 piani interamente realizzato con legno proveniente da foreste europee certificate.

Il legno quindi sta piacendo tanto, e non si tratta di una tendenza temporanea. I produttori lo preferiscono perché sono i primi a risparmiarci, e poi per tutti i notevoli benefici. Per esempio un edificio ligneo pesa un quarto rispetto a un palazzo di eguali dimensioni realizzato in cemento. E per realizzarlo richiede fondamenta molto meno profonde (e meno costose). E come abbiamo visto, il legno ha un impatto ambientale irrisorio, quasi nullo, se pensiamo che è inferiore del 75% rispetto ad un edificio tradizionale.

Ed è molto resistente, come abbiamo visto, al punto che è possibile addirittura costruirci dei grattacieli. La tecnica X-Lam, abbiamo visto nell’articolo che abbiamo linkato in precedenza, consente di ottenere pareti in laminato che vedono sovrapporsi più strati di legno con angolazioni ben definite. E ci sono anche costruzioni ibride, dovuti all’unione di legno e cemento dove quest’ultimo rinforza il legno, il quale rimane il materiale primario per la sua caratteristica ecologica.

E poi il legno non brucia, proprio perché le pareti X-Lam sono compresse (se ci avete fatto caso, se mettete troppa legna nel camino, farete molta fatica ad accendere il fuoco). Questo succede perché è un materiale che tende a bruciare la superficie ma non l’interno, e in questo modo le fiamme non hanno altro materiale, altro terreno su cui svilupparsi. E non dimentichiamoci che a queste caratteristiche innate si uniscono le ultime tecnologie e le lavorazioni per rendere i pannelli completamente ignifughi.

L’Italia sta arrivando

Per quanto riguarda la situazione italiana, è vero che ancora il legno non rientra tra i più usati materiali costruttivi. Ma vediamo anche che la crescita della bioedilizia in Italia negli ultimi anni è notevole, e aumenta a vista d’occhio grazie a numerosi esperimenti che vengono fatti nelle città più in crescita. Come Milano, nella quale sta prendendo il via Cenni di Cambiamento, un progetto residenziale costituito da 4 “grattacieli” di 9 piani con tecnica X-Lam. Insomma, non come Stoccolma, ma la strada è quella giusta.